Domande Frequenti
Domande Frequenti
Capire i serramenti in modo semplice
I serramenti li vediamo ogni giorno: li tocchiamo, li apriamo, li chiudiamo. Ma quanto li conosciamo davvero? Di un paio di scarpe sappiamo tutto, di un’auto conosciamo marche e modelli — una finestra, invece, per molti è semplicemente… una finestra. Eppure lì dietro c’è un mondo, tecnico ed estetico, fatto di materiali, vetri e normative.
In questa pagina trovi risposte chiare e oneste alle domande che ci fanno più spesso. Ogni casa, come ognuno di noi, è una storia a parte: se la tua domanda qui non c’è, non esitare a scrivercela — speriamo di poterti dare la risposta giusta.
Sotto molte risposte trovi «Vuoi approfondire l’argomento?»: aprilo se ti interessa la spiegazione tecnica completa, con i dati pubblicati dai produttori e dalle fonti ufficiali.
Scegliere il PVC
Meglio il PVC o l’alluminio?
Perché conviene scegliere il PVC?
Come capisco se una finestra in PVC è di buona qualità?
Quante camere deve avere un buon infisso in PVC?
Il PVC ha bisogno di un rinforzo in acciaio?
Quante guarnizioni servono?
Cosa significa finestra ‘anta-ribalta’ (oscillo-battente)?
Che differenza c’è tra vasistas e anta-ribalta?
Gli infissi in PVC si fanno su misura e in forme particolari?
In quali colori posso avere gli infissi in PVC?
Cosa indica la classe energetica di una finestra?
Le finestre in legno e legno-alluminio
Perché scegliere una finestra in legno?
Perché è il materiale più caldo e più nobile che esista: naturale, bello da vedere e da toccare, e isolante per natura. E ha un vantaggio unico: si può riparare e rinnovare, anche dopo decenni. Per le case storiche, rustiche o di pregio è spesso la scelta più giusta.
Che spessore deve avere il telaio di una finestra in legno?
Lo spessore (la «profondità») del profilo decide quanto isola: si parte dai 68 mm con doppio vetro, si sale a 76–80 mm con il triplo, fino agli 88–92 mm da casa passiva. Più spessore significa più legno tra te e l’inverno.
Vuoi approfondire l’argomento?
- 68 mm con doppio vetro (Ug 1,0): Uw ≈ 1,3 W/m²K — lo standard (es. Eko-Okna Naturo 68, Sokółka Style 68).
- 76–80 mm con triplo vetro (Ug 0,6): Uw ≈ 0,9 W/m²K.
- 88–92 mm con triplo vetro spinto (Ug 0,5): Uw ≈ 0,76–0,82 W/m²K — livello casa passiva; i sistemi top europei pubblicano valori fino a 0,66.
- I valori si riferiscono alla finestra campione standard 1230×1480 mm, come da norma: su misure diverse cambiano leggermente.
Fonti: schede tecniche Eko-Okna (linea Naturo), Sokółka, Gaulhofer.
Quanto durano le finestre in legno?
Con una manutenzione regolare durano decenni — non è raro vederle superare i 50 anni in piena forma. A differenza degli altri materiali, il legno si può sempre carteggiare e riverniciare: la durata la decide la cura, più che il tempo.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Le finestre moderne usano legno lamellare incollato a strati (3 strati; 4 nei profili più spessi), essiccato al 10–12% di umidità: molto più stabile del massello di una volta, non si imbarca e non si torce.
- La verniciatura è industriale, non artigianale: 4 strati di vernici all’acqua applicati in fabbrica (sistema Teknos).
- I produttori di sistemi di verniciatura premium garantiscono almeno 10 anni senza bisogno di rinnovo (Remmers); alcuni sistemi legno+vernice dichiarano una vita attesa fino a 60 anni con la giusta manutenzione (Teknos).
- Il punto debole resta il lato esposto a sole e pioggia: lì basta un controllo della finitura una volta all’anno.
Fonti: Eko-Okna (linea Naturo), Teknos, Remmers.
È vero che il legno va riverniciato ogni anno?
No, è un mito di quando le vernici erano altre. Oggi la finestra va solo pulita un paio di volte l’anno e controllata in primavera; una vera riverniciatura serve indicativamente dopo 6–10 anni e oltre, secondo esposizione e tinta — i sistemi di verniciatura premium garantiscono almeno 10 anni.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Manutenzione normale: acqua e detergente neutro un paio di volte l’anno, più un controllo visivo della finitura ogni primavera (linee guida Teknos).
- Ogni 1–2 anni, sui lati esposti, si passa con un panno un’emulsione di cura — il «latte» per la vernice (Teknos Teknocare, Sikkens maintenance milk): dieci minuti che allungano di anni la vita della finitura.
- Le lasure trasparenti chiedono cure un po’ più frequenti delle vernici coprenti; tra le lasure, le tinte scure durano più a lungo di quelle chiare (Teknos).
- Quando la finitura si opacizza o si screpola: leggera carteggiatura e una mano di vernice. Un lavoro piccolo, se fatto in tempo.
Fonti: Teknos, Sikkens (AkzoNobel), Remmers.
Cos’è la finestra in legno-alluminio?
È il meglio dei due mondi: dentro casa hai il legno, caldo e naturale; fuori c’è un guscio in alluminio verniciato che prende su di sé sole, pioggia e gelo. Risultato: l’estetica del legno con una manutenzione esterna praticamente azzerata.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Il guscio esterno è retroventilato: l’aria circola tra alluminio e legno e tiene il legno asciutto.
- Fuori qualsiasi colore RAL (compreso il grigio antracite) e perfino decori effetto legno; dentro l’essenza e la tinta che preferisci. Dal lato facciata non si rivernicia mai.
- Prestazioni: ad esempio un profilo da 80 mm con triplo vetro arriva a Uw ≈ 0,9 W/m²K (Sokółka Thermo 80 ALU); i sistemi top europei scendono fino a 0,62–0,67.
- La nostra linea legno-alluminio è la Naturo ALU, con guscio esterno in sistema Aluron.
Fonti: Eko-Okna, Sokółka, Internorm, Aluron.
Quale legno scegliere: pino, rovere o legni esotici?
Il pino lamellare è lo standard: leggero, stabile, ottimo isolante e con il miglior rapporto qualità/prezzo. Il rovere è più duro e prestigioso. I legni esotici (es. meranti) sono densi e molto resistenti all’umidità. Tutti si usano in versione lamellare a 3 strati, per la massima stabilità.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Pino (450–550 kg/m³): leggero, isola benissimo, è lo standard con il miglior rapporto qualità/prezzo.
- Rovere (650–750 kg/m³): molto più duro e pesante, venatura nobile — il top, anche nel prezzo.
- Meranti (selezione «450+» per serramenti): legno esotico denso, naturalmente resistente all’umidità.
- Tutti i profili sono in lamellare: strati essiccati al 10–12% e incollati a fibre alternate, così i movimenti naturali del legno si annullano a vicenda — niente torsioni né crepe.
Fonti: Eko-Okna, Drutex, dati di densità dei legnami.
In quali colori e finiture si può avere il legno?
Due strade: le lasure trasparenti, che lasciano vedere e respirare le venature, oppure le vernici coprenti in qualsiasi colore RAL. E nel legno-alluminio puoi combinare: fuori un RAL moderno (es. grigio antracite), dentro il legno naturale.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Lasure: esaltano la venatura; chiedono cure un po’ più frequenti delle coprenti, e le tinte più scure durano più a lungo di quelle chiare (dati Teknos).
- Vernici coprenti: pellicola più robusta e tutta la palette RAL.
- In ogni caso la finitura è applicata in fabbrica, in 4 strati di vernici all’acqua: non è la «mano di vernice» del falegname di una volta.
Fonti: Eko-Okna (linea Naturo), Teknos.
Il legno si deforma, marcisce o prende i tarli?
Con le finestre moderne no, se curate normalmente: il lamellare a strati incrociati resta in forma, l’impregnazione protegge da funghi e insetti, le vernici sigillano il legno e il gocciolatoio in alluminio difende il punto più esposto all’acqua. I problemi nascono solo se la finitura viene trascurata per anni.
Legno o PVC: quale isola meglio?
Sono entrambi ottimi isolanti naturali e, a parità di vetrocamera e di posa, le differenze pratiche sono piccole. La scelta vera si fa su estetica, budget e manutenzione: il freddo non è un motivo per escludere nessuno dei due.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Il legno di conifera ha una conducibilità termica λ di circa 0,12 W/mK, il PVC di circa 0,17: entrambi isolano per natura. L’alluminio è attorno a 160–200 — per questo i telai in alluminio hanno bisogno del «taglio termico».
- In pratica il valore finale della finestra (Uw) lo decidono soprattutto la vetrocamera e lo spessore del profilo, non la sfida legno-PVC.
Fonti: tabelle tecniche di conducibilità dei materiali.
Le finestre in legno costano di più del PVC?
In genere sì: il materiale e la lavorazione valgono di più. In cambio ottieni un serramento che si può rinnovare praticamente all’infinito e un’estetica che il PVC può solo imitare. Il legno-alluminio è il top di gamma. Anche qui niente prezzi «al metro quadro»: ogni preventivo è una storia a sé.
Quanti anni di garanzia hanno le finestre in legno?
Il produttore garantisce 3 anni sul legno, 5 anni sulla verniciatura e 5 anni sulla ferramenta (con una corretta manutenzione), in tutti i Paesi senza eccezioni. A questa si aggiunge sempre la garanzia legale di 2 anni prevista per i consumatori.
Vuoi approfondire l’argomento?
Fonte: documento ufficiale «Okres ważności gwarancji» Eko-Okna S.A. (2026).
Posso cambiare colore a una finestra in legno?
Sì, ed è uno dei suoi superpoteri: si carteggia e si rivernicia, anche in un colore completamente diverso, tutte le volte che vuoi. Con il PVC questo non si può fare (solo pellicole adesive): con il legno la finestra può cambiare look insieme alla casa.
Per i vetri valgono le stesse regole del PVC?
Sì, identiche: la vetrocamera non cambia con il materiale del telaio. Doppio o triplo vetro, canalina calda, vetri di sicurezza e acustici — tutto quello che trovi nella sezione «Le vetrocamere» vale anche per il legno e il legno-alluminio.
Le vetrocamere
La vetrocamera è di gran lunga la parte più grande del serramento: copre circa il 70–80% della sua superficie. È lei che decide quanta luce entra, quanto calore esce e quanto rumore resta fuori — eppure è la parte di cui sappiamo meno. Quanto ne sappiamo davvero?
Doppio o triplo vetro: quale scegliere?
Vuoi approfondire l’argomento?
- Il doppio vetro moderno (es. 4-16-4 con gas argon e trattamento basso emissivo) raggiunge Ug = 1,0–1,1 W/m²K (schede Saint-Gobain Planitherm, AGC iplus, Guardian ClimaGuard) e lascia entrare l’80–82% della luce.
- Il triplo vetro (es. 4-18-4-18-4, lo standard Eko Okna per i sistemi più isolanti) arriva a Ug = 0,5–0,7 W/m²K: 0,5 con intercapedini da 18 mm, 0,6–0,7 con quelle più strette. Luce: 72–73%.
- Per fare un confronto: i vetri singoli di una volta avevano Ug ≈ 5,8 e i primi doppi vetri senza trattamenti ≈ 2,8. Qualsiasi vetro moderno è un altro mondo.
- Il triplo pesa circa la metà in più: servono ferramenta e profilo adeguati. Conviene davvero nelle zone fredde — gli inverni di Torino, Milano e della pianura padana spesso lo giustificano — e nelle case già ben isolate.
Fonti: Saint-Gobain, AGC, Guardian; dichiarazioni di prestazione (DoP) Eko Okna, Ug 0,5–1,1.
Cosa significano le sigle come 4-16-4 o 33.1?
Sono la carta d’identità del vetro. 4-16-4 descrive un vetrocamera: una lastra da 4 mm, 16 mm di intercapedine col gas, un’altra lastra da 4 mm. 33.1 invece descrive un vetro stratificato: due lastre da 3 mm con una pellicola di sicurezza in mezzo.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Nel vetrocamera i numeri esterni sono gli spessori delle lastre in millimetri, quelli in mezzo sono le intercapedini riempite di gas. Un triplo vetro si scrive ad esempio 4-18-4-18-4 (48 mm in totale).
- Nello stratificato 33.1 significa 2 lastre da 3 mm + 1 pellicola PVB da 0,38 mm; 44.2 significa 2 lastre da 4 mm + 2 pellicole. Più pellicole, più resistenza.
- Le sigle si combinano: un vetro scritto «44.2-16-4» è un vetrocamera che ha all’esterno una lastra stratificata di sicurezza.
Fonti: schede tecniche AGC Stratobel, documentazione di prodotto dei produttori di vetro.
A cosa serve il gas argon tra i vetri?
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- L’argon conduce il calore peggio dell’aria — ed è proprio quello che vogliamo. A parità di vetro, il passaggio dall’aria all’argon migliora l’Ug di circa 0,2–0,3 W/m²K: ad esempio il vetrocamera AGC iplus passa da Ug 1,3 (aria) a 1,0 (argon al 90%).
- Il riempimento standard è al 90%. L’argon non è tossico né infiammabile: è un gas nobile già presente nell’aria che respiriamo.
- Esiste anche il krypton, che isola ancora meglio (10–20% più dell’argon) ma costa molto di più: si usa solo in casi particolari, con intercapedini strette.
- La tenuta del gas è regolata dalla norma EN 1279: in un vetrocamera ben sigillato la dispersione è minima e non compromette le prestazioni per tutta la vita utile della finestra.
Fonti: AGC Yourglass, NGA (National Glass Association), EN 1279.
Cos’è il vetro basso emissivo (low-e)?
Vuoi approfondire l’argomento?
- In un doppio vetro senza trattamenti circa due terzi del calore se ne va per irraggiamento tra le due lastre. Il trattamento basso emissivo è un sottilissimo strato a base d’argento, invisibile, che riflette quel calore verso l’interno della casa.
- L’emissività della superficie scende da 0,89 (vetro normale) a meno di 0,05: è il motivo per cui il doppio vetro è passato da Ug ≈ 2,8 (anni ’80, senza trattamento) a 1,0–1,1 di oggi.
- Lo strato viene applicato in fabbrica su una faccia interna del vetrocamera: non si vede, non si tocca e non va pulito.
Fonti: Saint-Gobain Planitherm, AGC iplus, EN 673.
Cos’è la canalina e perché conviene quella «calda» (warm edge)?
La canalina è il profilo che tiene separate le lastre lungo il bordo del vetro. Quella tradizionale in alluminio crea un «ponte freddo» su tutto il perimetro; la canalina calda, in materiale composito, lo riduce moltissimo: bordo del vetro più caldo, meno condensa e un isolamento migliore.
Vuoi approfondire l’argomento?
- La canalina in alluminio conduce molto il calore: ψ ≈ 0,08 W/mK. Le canaline calde scendono a 0,03–0,05 W/mK, cioè fino a circa un terzo (dati Ensinger Thermix e Swisspacer).
- Sul valore complessivo della finestra significa un miglioramento dell’Uw fino all’8–10% (dati Press Glass / Thermix).
- Il vantaggio più visibile è in inverno: il bordo interno del vetro resta più caldo, quindi la classica condensa «a cornice» lungo il perimetro compare molto più tardi. Press Glass indica che l’umidità in casa può essere del 10–15% più alta prima che si formi condensa sul bordo.
- Sui nostri serramenti è disponibile la canalina Swisspacer Ultimate, la più performante della gamma (ψ = 0,031–0,036).
Fonti: Swisspacer, Ensinger Thermix, Press Glass.
Cos’è il vetro stratificato (di sicurezza)?
È un vetro formato da due lastre incollate su tutta la superficie da una pellicola plastica (PVB). Se si rompe, i frammenti restano attaccati alla pellicola — come il parabrezza dell’auto: niente schegge in giro, e il vetro resta al suo posto.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Le sigle indicano la composizione: 33.1 (2 lastre da 3 mm + 1 pellicola), 44.2 (2 lastre da 4 mm + 2 pellicole). Più pellicole = più sicurezza.
- In caso di rottura il vetro si crepa «a ragnatela» ma non cade e non lascia un varco aperto: protegge chi è in casa e rallenta chi vorrebbe entrare.
- La norma italiana UNI 7697 lo richiede in molte situazioni domestiche: nelle porte-finestre serve vetro di sicurezza su entrambi i lati, e dove c’è rischio di caduta nel vuoto (es. parapetti vetrati) è ammesso solo lo stratificato, classe minima 1B1.
- Un 44.2 raggiunge tipicamente la classe 1B1 (norma EN 12600), il livello più alto di sicurezza all’impatto per l’uso domestico.
Fonti: UNI 7697, EN 12600, schede AGC Stratobel e Saint-Gobain Stadip.
Che differenza c’è tra vetro stratificato e vetro temperato?
Sono entrambi «vetri di sicurezza», ma alla rottura si comportano in modo opposto: il temperato si sbriciola in tanti pezzettini non taglienti (ma lascia il varco aperto), lo stratificato si crepa restando al suo posto.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Temperato (ESG): vetro riscaldato e raffreddato rapidamente in produzione, molto più resistente agli urti. Rompendosi produce frammenti piccoli e smussati, innocui. Perfetto contro gli infortuni, ma una volta rotto il foro è aperto.
- Stratificato (VSG): protegge dagli infortuni e trattiene i frammenti: ritarda l’effrazione e impedisce la caduta nel vuoto. Per questo, dove c’è rischio di caduta, la UNI 7697 ammette solo lo stratificato.
- In pratica: stratificato per porte-finestre, piano terra e parapetti; temperato dove serve solo robustezza all’urto.
Fonti: EN 12150, EN 12600, UNI 7697.
Quale vetro scegliere contro il rumore?
Contro il rumore conta soprattutto il vetro giusto: lastre di spessore diverso (asimmetriche) e pellicole acustiche fanno la vera differenza. Da circa 30 dB di un vetro standard si può salire oltre i 44 dB — e ogni 10 dB in meno l’orecchio percepisce circa la metà del rumore.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Vetrocamera standard 4-16-4: abbattimento Rw = 30 dB (scheda AGC).
- Vetro asimmetrico 6-16-4 (una lastra più spessa): circa 35–36 dB. L’asimmetria «spezza» la risonanza tra le lastre.
- Stratificato acustico (pellicola PVB speciale): un 44.2 acustico da solo arriva a 39 dB; in vetrocamera si raggiungono 40–45 dB e oltre (Saint-Gobain Stadip Silence, AGC Stratophone; la gamma Press Glass arriva a Rw 52–53 dB).
- Esempio concreto del nostro produttore: pacchetto triplo acustico 44.2A-12-6-12-66.2A → Rw = 44 dB (Eko Okna, vetri Guardian LamiGlass Acoustic).
- Regola pratica: −10 dB ≈ rumore percepito dimezzato. Passare da 30 a 40 dB cambia la vita su una strada trafficata.
- Attenzione: contano anche guarnizioni e posa — il miglior vetro non serve, se l’aria passa dal telaio.
Fonti: AGC, Saint-Gobain, Press Glass, Eko Okna.
Cos’è il fattore solare g? Serve un vetro a controllo solare?
Il fattore g dice quanta energia del sole entra attraverso il vetro: g 0,60 significa che ne entra il 60%. D’inverno il calore del sole è un regalo, d’estate può diventare un forno: il vetro a controllo solare (selettivo) lascia passare la luce ma frena il calore.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Doppio vetro basso emissivo standard: g ≈ 0,64–0,65 (AGC iplus, Saint-Gobain Planitherm). Triplo vetro: g ≈ 0,51–0,53.
- Vetro selettivo: ad esempio Saint-Gobain COOL-LITE SKN 176 ha g = 0,37 con il 70% di luce — taglia quasi due terzi del calore solare restando trasparente e neutro.
- Quando sceglierlo: grandi vetrate esposte a sud o ovest senza schermature esterne.
- Quando no: se hai già tapparelle o persiane efficaci, spesso bastano quelle — e d’inverno ti tieni il calore gratuito del sole.
Fonti: AGC, Saint-Gobain Glass.
Conviene il triplo vetro anche al Sud o nelle zone calde?
Posso cambiare solo il vetro invece di tutta la finestra?
Isolamento e comfort
Quanto si risparmia in bolletta cambiando i vecchi infissi?
Gli infissi in PVC isolano anche dai rumori?
Il PVC si dilata col caldo? Di quanto?
Le finestre in PVC aiutano a tenere fresca la casa d’estate?
Cos’è la trasmittanza Uw e perché è importante?
Vuoi approfondire l’argomento?
- La «w» sta per window: l’Uw misura l’intera finestra e combina il vetro (Ug), il telaio (Uf) e il bordo del vetro (la canalina, ψ). Più il valore è basso, meglio la finestra isola.
- Indicativamente: una buona finestra in PVC con doppio vetro si colloca attorno a Uw 1,2–1,3 W/m²K; con il triplo vetro si scende sotto 1,0, e i sistemi migliori arrivano anche più in basso. Il valore esatto è scritto nella scheda tecnica certificata di ogni finestra.
Fonti: EN 14351-1, schede di prodotto certificate.
Condensa e umidità
Le finestre nuove fanno condensa: è un difetto?
Ho la condensa DENTRO al vetro, tra le due lastre: è normale?
Tapparelle, persiane e zanzariere
Fornite anche tapparelle e persiane insieme alle finestre?
Sì: tapparelle (avvolgibili), persiane e frangisole, in tinta con i serramenti — anche nel grigio antracite RAL 7016 oggi tanto richiesto. Ordinarle insieme alle finestre conviene: colori e misure combaciano alla perfezione e il cantiere è uno solo.
Il cassonetto della tapparella fa passare freddo: si può risolvere?
Sì, ed è un punto importantissimo: un cassonetto vecchio e non isolato è spesso il peggior «buco» energetico di tutta la finestra — peggio del vetro. Si sostituisce con un cassonetto coibentato o si isola quello esistente, e gli spifferi spariscono. Durante il sopralluogo lo controlliamo sempre.
Avete anche le zanzariere?
Sì: a rullo, a catenella, fisse o scorrevoli, integrate nel serramento o aggiunte in un secondo momento. Se le misuriamo insieme alle finestre, niente sorprese: tutto combacia al millimetro.
Durata, manutenzione e garanzia
Quanti anni durano le finestre in PVC?
Le finestre in PVC ingialliscono col tempo?
Come si puliscono gli infissi in PVC?
Ogni quanto va fatta la manutenzione della ferramenta?
Gli infissi in PVC si possono verniciare o cambiare colore?
Quando conviene cambiare i vecchi infissi? Quali segnali?
Quanti anni di garanzia hanno le finestre in PVC?
Le nostre finestre in PVC hanno una garanzia del produttore di 5 anni, vetrocamera compresa, valida in tutti i Paesi senza eccezioni. A questa si aggiunge sempre la garanzia legale di 2 anni prevista per i consumatori. La condizione è semplice: posa corretta e normale manutenzione.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Finestre in PVC e in alluminio: 5 anni, vetro/pannello compreso.
- Porte d’ingresso e sistemi scorrevoli (HST/Slide): 2 anni.
- Tapparelle (cassonetto, guide, motorizzazione): 5 anni; per il motore vale la garanzia del suo produttore.
- Zanzariere e frangisole: 2 anni.
- I termini esatti sono riportati nel certificato di garanzia consegnato con il prodotto: ti diciamo sempre per iscritto cosa è coperto e per quanto tempo.
Fonte: documento ufficiale «Okres ważności gwarancji» Eko-Okna S.A. (2026).
Come funziona la garanzia se l’azienda è slovena?
Esattamente come con un’azienda italiana — anzi, meglio di quanto pensi: la garanzia del produttore (5 anni sulle finestre, vetrocamera compresa) vale in tutti i Paesi senza eccezioni, e in più c’è sempre la garanzia legale europea di 2 anni. E per la parte pratica: la posa è sempre eseguita da montatori locali, quindi per qualsiasi necessità hai una persona vicino a casa tua da contattare — il che, naturalmente, non esclude la possibilità di contattare direttamente noi.
Ogni quanto vanno sostituite le guarnizioni?
Sicurezza, salute e ambiente
Gli infissi in PVC si deformano col caldo?
Posso scegliere il PVC in colore scuro o antracite?
Gli infissi in PVC sono sicuri contro i ladri?
Quale classe antieffrazione scegliere per casa?
Vuoi approfondire l’argomento?
- La classe RC2 (norma EN 1627) comprende: nottolini «a fungo» che ancorano l’anta al telaio in più punti, riscontri in acciaio, maniglia con chiave resistente a 100 Nm e vetro stratificato classe P4A (EN 356).
- Nella prova ufficiale la finestra RC2 deve resistere 3 minuti a un ladro con utensili semplici (cacciavite, pinze, cunei). Sembra poco, ma la maggior parte dei tentativi viene abbandonata entro pochi minuti: per questo la polizia criminale tedesca raccomanda RC2 per piano terra, seminterrati e balconi raggiungibili.
- Le classi del vetro (EN 356): P2A resiste a 3 colpi di una sfera d’acciaio da 4 kg lasciata cadere da 3 metri; P4A da 9 metri. P4A è il vetro previsto dall’RC2 completo.
- Un consiglio onesto: conta il sistema, non il singolo pezzo. Un vetro blindato montato su una ferramenta normale serve a poco.
Fonti: EN 1627, EN 356, raccomandazioni polizia tedesca (ABUS/Griffwerk), AGC Stratobel Security.
Il PVC è tossico o cancerogeno?
Gli infissi in PVC sono ecologici e riciclabili?
Gli infissi in PVC contengono piombo?
Il PVC è infiammabile? Cosa succede in caso di incendio?
Esistono vetri e accessori di sicurezza pensati per i bambini?
Sì. Per le porte-finestre e le vetrate vicino al pavimento la norma UNI 7697 prevede già il vetro di sicurezza; con i bambini in casa consigliamo il vetro stratificato (niente schegge se si rompe) e le maniglie con chiave o pulsante, che impediscono l’apertura.
Vuoi approfondire l’argomento?
- Vetro stratificato classe 1B1 per le superfici a portata di bambino: se si rompe resta in posizione e non produce schegge taglienti.
- Maniglia con chiave o con pulsante: i piccoli non riescono ad aprire la finestra — ed è utile anche contro i ladri.
- L’anta-ribalta è una grande alleata: si arieggia con l’apertura a ribalta in alto, senza mai lasciare l’anta spalancata.
Fonti: UNI 7697, EN 12600.
Prezzi e preventivi
Quanto costano gli infissi in PVC al metro quadro?
È la domanda più naturale — ma è anche quella a cui sarebbe scorretto rispondere con un numero. Ogni serramento è fatto su misura e il prezzo dipende da dimensioni, tipo di apertura, vetro, colore e posa: ogni preventivo è una storia a sé. Per questo non pubblichiamo prezzi «al metro quadro».
Vuoi sapere quanto costerebbe da te? Contattaci: misure alla mano, ti prepariamo un preventivo gratuito, chiaro e senza impegno.
Perché il prezzo ‘al metro quadro’ non è affidabile?
Posa, tempi e consigli pratici
Perché la posa in opera è così importante?
Serve il controtelaio?
Come si prendono le misure del foro finestra?
Posso forare il profilo del PVC per fissare le tende?
Chi toglie e smaltisce i vecchi infissi?
Quanto si aspetta per avere gli infissi dopo l’ordine?
In quale fase della ristrutturazione vanno montati gli infissi?
Quanto dura il montaggio? Devo preparare qualcosa?
Per un appartamento medio (6–8 finestre) di solito bastano 1–2 giorni di lavoro. Da parte tua serve poco: liberare l’accesso alle finestre e togliere tende e oggetti delicati. Alle coperture, alla pulizia e allo smaltimento dei vecchi infissi pensiamo noi.
La sostituzione delle finestre rovina i muri?
No, se fatta bene. Con la posa in sostituzione si lavora con cura sul foro esistente: qualche piccolo ritocco di intonaco o silicone può servire, ma niente demolizioni né cantiere pesante. A fine giornata la casa resta abitabile e pulita.
Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti?
Sì, tutti e due: gratuiti e senza impegno. Veniamo noi, prendiamo le misure, ti spieghiamo le opzioni con calma e ti lasciamo un preventivo chiaro. Poi decidi tu, con i tuoi tempi.
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