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Domande Frequenti

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Capire i serramenti in modo semplice

I serramenti li vediamo ogni giorno: li tocchiamo, li apriamo, li chiudiamo. Ma quanto li conosciamo davvero? Di un paio di scarpe sappiamo tutto, di un’auto conosciamo marche e modelli — una finestra, invece, per molti è semplicemente… una finestra. Eppure lì dietro c’è un mondo, tecnico ed estetico, fatto di materiali, vetri e normative.

In questa pagina trovi risposte chiare e oneste alle domande che ci fanno più spesso. Ogni casa, come ognuno di noi, è una storia a parte: se la tua domanda qui non c’è, non esitare a scrivercela — speriamo di poterti dare la risposta giusta.

Sotto molte risposte trovi «Vuoi approfondire l’argomento?»: aprilo se ti interessa la spiegazione tecnica completa, con i dati pubblicati dai produttori e dalle fonti ufficiali.

Scegliere il PVC

Meglio il PVC o l’alluminio?
Dipende dall’uso. Il PVC isola di più per natura e costa meno, quindi è l’ideale per la maggior parte delle case. L’alluminio ha una resistenza meccanica superiore ed è preferibile per aperture molto grandi (es. grandi scorrevoli). Non esiste un ‘migliore’ assoluto: conta cosa serve a te.
Perché conviene scegliere il PVC?
Il PVC è un isolante termico naturale, resiste bene agli agenti atmosferici, richiede pochissima manutenzione e ha un ottimo rapporto qualità/prezzo. Per questo è tra i materiali più diffusi per i serramenti.
Come capisco se una finestra in PVC è di buona qualità?
Guarda alcuni dettagli concreti: il numero di camere del profilo, la presenza del rinforzo interno in acciaio, il numero di guarnizioni, la qualità della ferramenta e le certificazioni di prodotto (es. UNI EN 12608 e classe di resistenza ai raggi UV).
Quante camere deve avere un buon infisso in PVC?
Cinque camere sono il buon standard di qualità; sette camere offrono il massimo isolamento e sono indicate per le zone più fredde. Attenzione però: conta anche la dimensione delle camere, non solo il loro numero.
Il PVC ha bisogno di un rinforzo in acciaio?
Sì. Il PVC da solo è poco rigido: per questo dentro al profilo viene inserito un rinforzo in acciaio zincato che dà struttura e stabilità, soprattutto sulle ante di grandi dimensioni.
Quante guarnizioni servono?
Due guarnizioni garantiscono già una buona tenuta; tre guarnizioni aggiungono una camera isolante in più e migliorano la tenuta all’aria e l’isolamento acustico.
Cosa significa finestra ‘anta-ribalta’ (oscillo-battente)?
È la finestra più usata oggi: con un solo gesto della maniglia puoi spalancarla del tutto oppure inclinarla solo in alto verso l’interno, per cambiare aria senza aprirla completamente. Comoda e sicura, è ormai quasi lo standard.
Che differenza c’è tra vasistas e anta-ribalta?
Il vasistas si apre soltanto a ‘ribaltina’ in alto, con le cerniere in basso, ed è tipico delle finestre piccole (bagni, cantine). L’anta-ribalta invece fa entrambe le cose, apertura totale e inclinata, con un’unica maniglia: è la versione più completa.
Gli infissi in PVC si fanno su misura e in forme particolari?
Sì, il PVC è molto versatile. Oltre alle misure personalizzate si possono realizzare archi, oblò tondi, trapezi per mansarde e vetrate su disegno, per adattarsi all’architettura di qualsiasi casa.
In quali colori posso avere gli infissi in PVC?
La gamma è molto ampia: dal classico bianco alle tinte RAL, fino alle pellicole effetto legno nelle diverse essenze. Il colore si ottiene in produzione con i pigmenti oppure con la pellicolatura, così abbini la finestra allo stile di casa.
Cosa indica la classe energetica di una finestra?
Come per gli elettrodomestici, anche le finestre hanno una classe energetica (dalla G alle classi A) che riassume quanto sono efficienti. È un’indicazione utile, ma il dato tecnico che conta davvero resta la trasmittanza Uw certificata.

Le finestre in legno e legno-alluminio

Perché scegliere una finestra in legno?

Perché è il materiale più caldo e più nobile che esista: naturale, bello da vedere e da toccare, e isolante per natura. E ha un vantaggio unico: si può riparare e rinnovare, anche dopo decenni. Per le case storiche, rustiche o di pregio è spesso la scelta più giusta.

Che spessore deve avere il telaio di una finestra in legno?

Lo spessore (la «profondità») del profilo decide quanto isola: si parte dai 68 mm con doppio vetro, si sale a 76–80 mm con il triplo, fino agli 88–92 mm da casa passiva. Più spessore significa più legno tra te e l’inverno.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • 68 mm con doppio vetro (Ug 1,0): Uw ≈ 1,3 W/m²K — lo standard (es. Eko-Okna Naturo 68, Sokółka Style 68).
  • 76–80 mm con triplo vetro (Ug 0,6): Uw ≈ 0,9 W/m²K.
  • 88–92 mm con triplo vetro spinto (Ug 0,5): Uw ≈ 0,76–0,82 W/m²K — livello casa passiva; i sistemi top europei pubblicano valori fino a 0,66.
  • I valori si riferiscono alla finestra campione standard 1230×1480 mm, come da norma: su misure diverse cambiano leggermente.

Fonti: schede tecniche Eko-Okna (linea Naturo), Sokółka, Gaulhofer.

Quanto durano le finestre in legno?

Con una manutenzione regolare durano decenni — non è raro vederle superare i 50 anni in piena forma. A differenza degli altri materiali, il legno si può sempre carteggiare e riverniciare: la durata la decide la cura, più che il tempo.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Le finestre moderne usano legno lamellare incollato a strati (3 strati; 4 nei profili più spessi), essiccato al 10–12% di umidità: molto più stabile del massello di una volta, non si imbarca e non si torce.
  • La verniciatura è industriale, non artigianale: 4 strati di vernici all’acqua applicati in fabbrica (sistema Teknos).
  • I produttori di sistemi di verniciatura premium garantiscono almeno 10 anni senza bisogno di rinnovo (Remmers); alcuni sistemi legno+vernice dichiarano una vita attesa fino a 60 anni con la giusta manutenzione (Teknos).
  • Il punto debole resta il lato esposto a sole e pioggia: lì basta un controllo della finitura una volta all’anno.

Fonti: Eko-Okna (linea Naturo), Teknos, Remmers.

È vero che il legno va riverniciato ogni anno?

No, è un mito di quando le vernici erano altre. Oggi la finestra va solo pulita un paio di volte l’anno e controllata in primavera; una vera riverniciatura serve indicativamente dopo 6–10 anni e oltre, secondo esposizione e tinta — i sistemi di verniciatura premium garantiscono almeno 10 anni.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Manutenzione normale: acqua e detergente neutro un paio di volte l’anno, più un controllo visivo della finitura ogni primavera (linee guida Teknos).
  • Ogni 1–2 anni, sui lati esposti, si passa con un panno un’emulsione di cura — il «latte» per la vernice (Teknos Teknocare, Sikkens maintenance milk): dieci minuti che allungano di anni la vita della finitura.
  • Le lasure trasparenti chiedono cure un po’ più frequenti delle vernici coprenti; tra le lasure, le tinte scure durano più a lungo di quelle chiare (Teknos).
  • Quando la finitura si opacizza o si screpola: leggera carteggiatura e una mano di vernice. Un lavoro piccolo, se fatto in tempo.

Fonti: Teknos, Sikkens (AkzoNobel), Remmers.

Cos’è la finestra in legno-alluminio?

È il meglio dei due mondi: dentro casa hai il legno, caldo e naturale; fuori c’è un guscio in alluminio verniciato che prende su di sé sole, pioggia e gelo. Risultato: l’estetica del legno con una manutenzione esterna praticamente azzerata.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Il guscio esterno è retroventilato: l’aria circola tra alluminio e legno e tiene il legno asciutto.
  • Fuori qualsiasi colore RAL (compreso il grigio antracite) e perfino decori effetto legno; dentro l’essenza e la tinta che preferisci. Dal lato facciata non si rivernicia mai.
  • Prestazioni: ad esempio un profilo da 80 mm con triplo vetro arriva a Uw ≈ 0,9 W/m²K (Sokółka Thermo 80 ALU); i sistemi top europei scendono fino a 0,62–0,67.
  • La nostra linea legno-alluminio è la Naturo ALU, con guscio esterno in sistema Aluron.

Fonti: Eko-Okna, Sokółka, Internorm, Aluron.

Quale legno scegliere: pino, rovere o legni esotici?

Il pino lamellare è lo standard: leggero, stabile, ottimo isolante e con il miglior rapporto qualità/prezzo. Il rovere è più duro e prestigioso. I legni esotici (es. meranti) sono densi e molto resistenti all’umidità. Tutti si usano in versione lamellare a 3 strati, per la massima stabilità.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Pino (450–550 kg/m³): leggero, isola benissimo, è lo standard con il miglior rapporto qualità/prezzo.
  • Rovere (650–750 kg/m³): molto più duro e pesante, venatura nobile — il top, anche nel prezzo.
  • Meranti (selezione «450+» per serramenti): legno esotico denso, naturalmente resistente all’umidità.
  • Tutti i profili sono in lamellare: strati essiccati al 10–12% e incollati a fibre alternate, così i movimenti naturali del legno si annullano a vicenda — niente torsioni né crepe.

Fonti: Eko-Okna, Drutex, dati di densità dei legnami.

In quali colori e finiture si può avere il legno?

Due strade: le lasure trasparenti, che lasciano vedere e respirare le venature, oppure le vernici coprenti in qualsiasi colore RAL. E nel legno-alluminio puoi combinare: fuori un RAL moderno (es. grigio antracite), dentro il legno naturale.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Lasure: esaltano la venatura; chiedono cure un po’ più frequenti delle coprenti, e le tinte più scure durano più a lungo di quelle chiare (dati Teknos).
  • Vernici coprenti: pellicola più robusta e tutta la palette RAL.
  • In ogni caso la finitura è applicata in fabbrica, in 4 strati di vernici all’acqua: non è la «mano di vernice» del falegname di una volta.

Fonti: Eko-Okna (linea Naturo), Teknos.

Il legno si deforma, marcisce o prende i tarli?

Con le finestre moderne no, se curate normalmente: il lamellare a strati incrociati resta in forma, l’impregnazione protegge da funghi e insetti, le vernici sigillano il legno e il gocciolatoio in alluminio difende il punto più esposto all’acqua. I problemi nascono solo se la finitura viene trascurata per anni.

Legno o PVC: quale isola meglio?

Sono entrambi ottimi isolanti naturali e, a parità di vetrocamera e di posa, le differenze pratiche sono piccole. La scelta vera si fa su estetica, budget e manutenzione: il freddo non è un motivo per escludere nessuno dei due.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Il legno di conifera ha una conducibilità termica λ di circa 0,12 W/mK, il PVC di circa 0,17: entrambi isolano per natura. L’alluminio è attorno a 160–200 — per questo i telai in alluminio hanno bisogno del «taglio termico».
  • In pratica il valore finale della finestra (Uw) lo decidono soprattutto la vetrocamera e lo spessore del profilo, non la sfida legno-PVC.

Fonti: tabelle tecniche di conducibilità dei materiali.

Le finestre in legno costano di più del PVC?

In genere sì: il materiale e la lavorazione valgono di più. In cambio ottieni un serramento che si può rinnovare praticamente all’infinito e un’estetica che il PVC può solo imitare. Il legno-alluminio è il top di gamma. Anche qui niente prezzi «al metro quadro»: ogni preventivo è una storia a sé.

Quanti anni di garanzia hanno le finestre in legno?

Il produttore garantisce 3 anni sul legno, 5 anni sulla verniciatura e 5 anni sulla ferramenta (con una corretta manutenzione), in tutti i Paesi senza eccezioni. A questa si aggiunge sempre la garanzia legale di 2 anni prevista per i consumatori.

Vuoi approfondire l’argomento?

Fonte: documento ufficiale «Okres ważności gwarancji» Eko-Okna S.A. (2026).

Posso cambiare colore a una finestra in legno?

Sì, ed è uno dei suoi superpoteri: si carteggia e si rivernicia, anche in un colore completamente diverso, tutte le volte che vuoi. Con il PVC questo non si può fare (solo pellicole adesive): con il legno la finestra può cambiare look insieme alla casa.

Per i vetri valgono le stesse regole del PVC?

Sì, identiche: la vetrocamera non cambia con il materiale del telaio. Doppio o triplo vetro, canalina calda, vetri di sicurezza e acustici — tutto quello che trovi nella sezione «Le vetrocamere» vale anche per il legno e il legno-alluminio.

Le vetrocamere

La vetrocamera è di gran lunga la parte più grande del serramento: copre circa il 70–80% della sua superficie. È lei che decide quanta luce entra, quanto calore esce e quanto rumore resta fuori — eppure è la parte di cui sappiamo meno. Quanto ne sappiamo davvero?

Doppio o triplo vetro: quale scegliere?
Per la maggior parte delle case il doppio vetro basso emissivo con gas argon è un’ottima scelta: isola bene, fa entrare più luce e costa meno. Il triplo vetro isola ancora di più ma pesa di più, e ha davvero senso soprattutto in montagna o nelle zone molto fredde. In sostanza, decide il tuo clima.
Vuoi approfondire l’argomento?
  • Il doppio vetro moderno (es. 4-16-4 con gas argon e trattamento basso emissivo) raggiunge Ug = 1,0–1,1 W/m²K (schede Saint-Gobain Planitherm, AGC iplus, Guardian ClimaGuard) e lascia entrare l’80–82% della luce.
  • Il triplo vetro (es. 4-18-4-18-4, lo standard Eko Okna per i sistemi più isolanti) arriva a Ug = 0,5–0,7 W/m²K: 0,5 con intercapedini da 18 mm, 0,6–0,7 con quelle più strette. Luce: 72–73%.
  • Per fare un confronto: i vetri singoli di una volta avevano Ug ≈ 5,8 e i primi doppi vetri senza trattamenti ≈ 2,8. Qualsiasi vetro moderno è un altro mondo.
  • Il triplo pesa circa la metà in più: servono ferramenta e profilo adeguati. Conviene davvero nelle zone fredde — gli inverni di Torino, Milano e della pianura padana spesso lo giustificano — e nelle case già ben isolate.

Fonti: Saint-Gobain, AGC, Guardian; dichiarazioni di prestazione (DoP) Eko Okna, Ug 0,5–1,1.

Cosa significano le sigle come 4-16-4 o 33.1?

Sono la carta d’identità del vetro. 4-16-4 descrive un vetrocamera: una lastra da 4 mm, 16 mm di intercapedine col gas, un’altra lastra da 4 mm. 33.1 invece descrive un vetro stratificato: due lastre da 3 mm con una pellicola di sicurezza in mezzo.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Nel vetrocamera i numeri esterni sono gli spessori delle lastre in millimetri, quelli in mezzo sono le intercapedini riempite di gas. Un triplo vetro si scrive ad esempio 4-18-4-18-4 (48 mm in totale).
  • Nello stratificato 33.1 significa 2 lastre da 3 mm + 1 pellicola PVB da 0,38 mm; 44.2 significa 2 lastre da 4 mm + 2 pellicole. Più pellicole, più resistenza.
  • Le sigle si combinano: un vetro scritto «44.2-16-4» è un vetrocamera che ha all’esterno una lastra stratificata di sicurezza.

Fonti: schede tecniche AGC Stratobel, documentazione di prodotto dei produttori di vetro.

A cosa serve il gas argon tra i vetri?
L’argon è un gas inerte che prende il posto dell’aria nell’intercapedine tra le lastre. Trasmette il calore molto meno dell’aria, quindi migliora l’isolamento del vetrocamera senza cambiare nulla nell’aspetto della finestra.
Vuoi approfondire l’argomento?
  • L’argon conduce il calore peggio dell’aria — ed è proprio quello che vogliamo. A parità di vetro, il passaggio dall’aria all’argon migliora l’Ug di circa 0,2–0,3 W/m²K: ad esempio il vetrocamera AGC iplus passa da Ug 1,3 (aria) a 1,0 (argon al 90%).
  • Il riempimento standard è al 90%. L’argon non è tossico né infiammabile: è un gas nobile già presente nell’aria che respiriamo.
  • Esiste anche il krypton, che isola ancora meglio (10–20% più dell’argon) ma costa molto di più: si usa solo in casi particolari, con intercapedini strette.
  • La tenuta del gas è regolata dalla norma EN 1279: in un vetrocamera ben sigillato la dispersione è minima e non compromette le prestazioni per tutta la vita utile della finestra.

Fonti: AGC Yourglass, NGA (National Glass Association), EN 1279.

Cos’è il vetro basso emissivo (low-e)?
È un vetro ricoperto da uno strato sottilissimo di ossidi metallici, invisibile a occhio nudo, che in inverno rimanda il calore verso l’interno della casa. Insieme al gas argon è ciò che rende davvero efficiente un vetro moderno.
Vuoi approfondire l’argomento?
  • In un doppio vetro senza trattamenti circa due terzi del calore se ne va per irraggiamento tra le due lastre. Il trattamento basso emissivo è un sottilissimo strato a base d’argento, invisibile, che riflette quel calore verso l’interno della casa.
  • L’emissività della superficie scende da 0,89 (vetro normale) a meno di 0,05: è il motivo per cui il doppio vetro è passato da Ug ≈ 2,8 (anni ’80, senza trattamento) a 1,0–1,1 di oggi.
  • Lo strato viene applicato in fabbrica su una faccia interna del vetrocamera: non si vede, non si tocca e non va pulito.

Fonti: Saint-Gobain Planitherm, AGC iplus, EN 673.

Cos’è la canalina e perché conviene quella «calda» (warm edge)?

La canalina è il profilo che tiene separate le lastre lungo il bordo del vetro. Quella tradizionale in alluminio crea un «ponte freddo» su tutto il perimetro; la canalina calda, in materiale composito, lo riduce moltissimo: bordo del vetro più caldo, meno condensa e un isolamento migliore.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • La canalina in alluminio conduce molto il calore: ψ ≈ 0,08 W/mK. Le canaline calde scendono a 0,03–0,05 W/mK, cioè fino a circa un terzo (dati Ensinger Thermix e Swisspacer).
  • Sul valore complessivo della finestra significa un miglioramento dell’Uw fino all’8–10% (dati Press Glass / Thermix).
  • Il vantaggio più visibile è in inverno: il bordo interno del vetro resta più caldo, quindi la classica condensa «a cornice» lungo il perimetro compare molto più tardi. Press Glass indica che l’umidità in casa può essere del 10–15% più alta prima che si formi condensa sul bordo.
  • Sui nostri serramenti è disponibile la canalina Swisspacer Ultimate, la più performante della gamma (ψ = 0,031–0,036).

Fonti: Swisspacer, Ensinger Thermix, Press Glass.

Cos’è il vetro stratificato (di sicurezza)?

È un vetro formato da due lastre incollate su tutta la superficie da una pellicola plastica (PVB). Se si rompe, i frammenti restano attaccati alla pellicola — come il parabrezza dell’auto: niente schegge in giro, e il vetro resta al suo posto.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Le sigle indicano la composizione: 33.1 (2 lastre da 3 mm + 1 pellicola), 44.2 (2 lastre da 4 mm + 2 pellicole). Più pellicole = più sicurezza.
  • In caso di rottura il vetro si crepa «a ragnatela» ma non cade e non lascia un varco aperto: protegge chi è in casa e rallenta chi vorrebbe entrare.
  • La norma italiana UNI 7697 lo richiede in molte situazioni domestiche: nelle porte-finestre serve vetro di sicurezza su entrambi i lati, e dove c’è rischio di caduta nel vuoto (es. parapetti vetrati) è ammesso solo lo stratificato, classe minima 1B1.
  • Un 44.2 raggiunge tipicamente la classe 1B1 (norma EN 12600), il livello più alto di sicurezza all’impatto per l’uso domestico.

Fonti: UNI 7697, EN 12600, schede AGC Stratobel e Saint-Gobain Stadip.

Che differenza c’è tra vetro stratificato e vetro temperato?

Sono entrambi «vetri di sicurezza», ma alla rottura si comportano in modo opposto: il temperato si sbriciola in tanti pezzettini non taglienti (ma lascia il varco aperto), lo stratificato si crepa restando al suo posto.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Temperato (ESG): vetro riscaldato e raffreddato rapidamente in produzione, molto più resistente agli urti. Rompendosi produce frammenti piccoli e smussati, innocui. Perfetto contro gli infortuni, ma una volta rotto il foro è aperto.
  • Stratificato (VSG): protegge dagli infortuni e trattiene i frammenti: ritarda l’effrazione e impedisce la caduta nel vuoto. Per questo, dove c’è rischio di caduta, la UNI 7697 ammette solo lo stratificato.
  • In pratica: stratificato per porte-finestre, piano terra e parapetti; temperato dove serve solo robustezza all’urto.

Fonti: EN 12150, EN 12600, UNI 7697.

Quale vetro scegliere contro il rumore?

Contro il rumore conta soprattutto il vetro giusto: lastre di spessore diverso (asimmetriche) e pellicole acustiche fanno la vera differenza. Da circa 30 dB di un vetro standard si può salire oltre i 44 dB — e ogni 10 dB in meno l’orecchio percepisce circa la metà del rumore.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Vetrocamera standard 4-16-4: abbattimento Rw = 30 dB (scheda AGC).
  • Vetro asimmetrico 6-16-4 (una lastra più spessa): circa 35–36 dB. L’asimmetria «spezza» la risonanza tra le lastre.
  • Stratificato acustico (pellicola PVB speciale): un 44.2 acustico da solo arriva a 39 dB; in vetrocamera si raggiungono 40–45 dB e oltre (Saint-Gobain Stadip Silence, AGC Stratophone; la gamma Press Glass arriva a Rw 52–53 dB).
  • Esempio concreto del nostro produttore: pacchetto triplo acustico 44.2A-12-6-12-66.2A → Rw = 44 dB (Eko Okna, vetri Guardian LamiGlass Acoustic).
  • Regola pratica: −10 dB ≈ rumore percepito dimezzato. Passare da 30 a 40 dB cambia la vita su una strada trafficata.
  • Attenzione: contano anche guarnizioni e posa — il miglior vetro non serve, se l’aria passa dal telaio.

Fonti: AGC, Saint-Gobain, Press Glass, Eko Okna.

Cos’è il fattore solare g? Serve un vetro a controllo solare?

Il fattore g dice quanta energia del sole entra attraverso il vetro: g 0,60 significa che ne entra il 60%. D’inverno il calore del sole è un regalo, d’estate può diventare un forno: il vetro a controllo solare (selettivo) lascia passare la luce ma frena il calore.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Doppio vetro basso emissivo standard: g ≈ 0,64–0,65 (AGC iplus, Saint-Gobain Planitherm). Triplo vetro: g ≈ 0,51–0,53.
  • Vetro selettivo: ad esempio Saint-Gobain COOL-LITE SKN 176 ha g = 0,37 con il 70% di luce — taglia quasi due terzi del calore solare restando trasparente e neutro.
  • Quando sceglierlo: grandi vetrate esposte a sud o ovest senza schermature esterne.
  • Quando no: se hai già tapparelle o persiane efficaci, spesso bastano quelle — e d’inverno ti tieni il calore gratuito del sole.

Fonti: AGC, Saint-Gobain Glass.

Conviene il triplo vetro anche al Sud o nelle zone calde?
Non sempre. Nei climi miti un buon doppio vetro basso emissivo con argon è spesso già sufficiente, costa meno e dà più luce. Il triplo vetro rende al meglio nei climi freddi; al Sud incide di più una buona schermatura solare contro il caldo.
Posso cambiare solo il vetro invece di tutta la finestra?
Spesso sì: se il telaio è ancora in buono stato e il problema riguarda solo il vetro (per esempio condensa interna o lastra rotta), si sostituisce il solo vetrocamera. È un intervento più rapido ed economico rispetto a cambiare tutto.

Isolamento e comfort

Quanto si risparmia in bolletta cambiando i vecchi infissi?
Sostituendo serramenti vecchi e poco isolanti, il risparmio sui consumi per riscaldare e raffrescare casa può arrivare anche al 20-30%.
Gli infissi in PVC isolano anche dai rumori?
Sì. Un buon numero di camere, le guarnizioni e soprattutto il vetro adatto (es. vetri stratificati acustici) riducono sensibilmente i rumori provenienti dall’esterno.
Il PVC si dilata col caldo? Di quanto?
Sì, ma pochissimo: il coefficiente di dilatazione è di circa 0,05-0,08 mm per metro per ogni grado. È un movimento normale, previsto e gestito in fase di progettazione e di posa.
Le finestre in PVC aiutano a tenere fresca la casa d’estate?
Aiutano, ma da sole non bastano: contro il caldo contano molto l’orientamento e le schermature esterne (tapparelle, persiane, frangisole). Sui lati più assolati conviene un vetro a controllo solare, che lascia passare la luce ma frena il calore.
Cos’è la trasmittanza Uw e perché è importante?
La Uw indica quanto calore lascia passare l’intera finestra, telaio e vetro insieme: più è basso il valore, meglio isola. È il dato chiave per confrontare i serramenti: chiedi sempre la Uw certificata del prodotto.
Vuoi approfondire l’argomento?
  • La «w» sta per window: l’Uw misura l’intera finestra e combina il vetro (Ug), il telaio (Uf) e il bordo del vetro (la canalina, ψ). Più il valore è basso, meglio la finestra isola.
  • Indicativamente: una buona finestra in PVC con doppio vetro si colloca attorno a Uw 1,2–1,3 W/m²K; con il triplo vetro si scende sotto 1,0, e i sistemi migliori arrivano anche più in basso. Il valore esatto è scritto nella scheda tecnica certificata di ogni finestra.

Fonti: EN 14351-1, schede di prodotto certificate.

Condensa e umidità

Le finestre nuove fanno condensa: è un difetto?
Quasi mai. Le finestre nuove sigillano bene e trattengono l’umidità in casa, mentre quelle vecchie la lasciavano sfuggire dalle fessure. La soluzione è cambiare aria 2-3 volte al giorno o usare l’apertura a vasistas/microventilazione.
Ho la condensa DENTRO al vetro, tra le due lastre: è normale?
Questo è l’unico caso in cui la condensa è un vero difetto: vuol dire che la sigillatura del vetrocamera ha ceduto e il vetro non isola più come dovrebbe. Per fortuna spesso si risolve sostituendo solo il vetro, senza toccare l’intera finestra.

Tapparelle, persiane e zanzariere

Fornite anche tapparelle e persiane insieme alle finestre?

Sì: tapparelle (avvolgibili), persiane e frangisole, in tinta con i serramenti — anche nel grigio antracite RAL 7016 oggi tanto richiesto. Ordinarle insieme alle finestre conviene: colori e misure combaciano alla perfezione e il cantiere è uno solo.

Il cassonetto della tapparella fa passare freddo: si può risolvere?

Sì, ed è un punto importantissimo: un cassonetto vecchio e non isolato è spesso il peggior «buco» energetico di tutta la finestra — peggio del vetro. Si sostituisce con un cassonetto coibentato o si isola quello esistente, e gli spifferi spariscono. Durante il sopralluogo lo controlliamo sempre.

Avete anche le zanzariere?

Sì: a rullo, a catenella, fisse o scorrevoli, integrate nel serramento o aggiunte in un secondo momento. Se le misuriamo insieme alle finestre, niente sorprese: tutto combacia al millimetro.

Durata, manutenzione e garanzia

Quanti anni durano le finestre in PVC?
Un infisso in PVC di buona qualità dura mediamente dai 25 ai 40 anni, mantenendo prestazioni e aspetto, a patto di una posa corretta e di una manutenzione minima.
Le finestre in PVC ingialliscono col tempo?
Possono ingiallire, soprattutto quelle bianche molto esposte a sole, smog e polvere. Una pulizia regolare previene gran parte del problema e mantiene il colore più a lungo.
Come si puliscono gli infissi in PVC?
Basta un panno morbido con acqua tiepida e un detergente neutro. Da evitare assolutamente candeggina, solventi, acetone, ammoniaca, alcol o prodotti abrasivi, che rovinano la superficie in modo irreparabile.
Ogni quanto va fatta la manutenzione della ferramenta?
Almeno una volta all’anno, preferibilmente prima dell’inverno: lubrifica le parti mobili con un olio privo di acidi e resine e fai controllare/regolare la ferramenta. È un piccolo gesto che allunga molto la vita della finestra.
Gli infissi in PVC si possono verniciare o cambiare colore?
Verniciare il PVC è difficile perché la vernice fatica ad aderire. La soluzione migliore è il ‘wrapping’: l’applicazione di una pellicola adesiva resistente ai raggi UV, che permette di cambiare colore (anche effetto legno) senza sostituire gli infissi.
Quando conviene cambiare i vecchi infissi? Quali segnali?
I segnali tipici sono: aria che passa (spifferi), ante che si aprono o chiudono con fatica, condensa tra i vetri, rumori esterni più forti e bollette in crescita. Se ne noti più di uno insieme, è probabilmente arrivato il momento.
Quanti anni di garanzia hanno le finestre in PVC?

Le nostre finestre in PVC hanno una garanzia del produttore di 5 anni, vetrocamera compresa, valida in tutti i Paesi senza eccezioni. A questa si aggiunge sempre la garanzia legale di 2 anni prevista per i consumatori. La condizione è semplice: posa corretta e normale manutenzione.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Finestre in PVC e in alluminio: 5 anni, vetro/pannello compreso.
  • Porte d’ingresso e sistemi scorrevoli (HST/Slide): 2 anni.
  • Tapparelle (cassonetto, guide, motorizzazione): 5 anni; per il motore vale la garanzia del suo produttore.
  • Zanzariere e frangisole: 2 anni.
  • I termini esatti sono riportati nel certificato di garanzia consegnato con il prodotto: ti diciamo sempre per iscritto cosa è coperto e per quanto tempo.

Fonte: documento ufficiale «Okres ważności gwarancji» Eko-Okna S.A. (2026).

Come funziona la garanzia se l’azienda è slovena?

Esattamente come con un’azienda italiana — anzi, meglio di quanto pensi: la garanzia del produttore (5 anni sulle finestre, vetrocamera compresa) vale in tutti i Paesi senza eccezioni, e in più c’è sempre la garanzia legale europea di 2 anni. E per la parte pratica: la posa è sempre eseguita da montatori locali, quindi per qualsiasi necessità hai una persona vicino a casa tua da contattare — il che, naturalmente, non esclude la possibilità di contattare direttamente noi.

Ogni quanto vanno sostituite le guarnizioni?
Le guarnizioni durano in media 10-15 anni, ma sui lati molto esposti al sole possono indurirsi prima. Si cambiano quando perdono elasticità o si screpolano (compaiono spifferi o condensa). Un po’ di olio al silicone ogni tanto le mantiene morbide più a lungo.

Sicurezza, salute e ambiente

Gli infissi in PVC si deformano col caldo?
Nei prodotti di qualità è molto raro. Il PVC si dilata leggermente col calore, ma è un fenomeno normale e controllato. Il rischio di deformazione aumenta solo con profili economici e colori scuri molto esposti al sole diretto.
Posso scegliere il PVC in colore scuro o antracite?
Sì, ma i colori scuri si scaldano di più (la superficie al sole può superare i 70°C). Per questo servono profili di buona qualità e pellicole resistenti ai raggi UV, per evitare scolorimenti o deformazioni nel tempo.
Gli infissi in PVC sono sicuri contro i ladri?
Sì, se dotati di ferramenta antieffrazione (nottolini a fungo che bloccano l’anta in più punti), vetro stratificato antisfondamento e maniglia con chiave. Sono elementi che ritardano e scoraggiano i tentativi di scasso.
Quale classe antieffrazione scegliere per casa?
Per un’abitazione la classe RC2 è già un buon livello; la RC3 è il massimo consigliato per il residenziale. Conviene dare priorità alle finestre del piano terra e a quelle facilmente accessibili.
Vuoi approfondire l’argomento?
  • La classe RC2 (norma EN 1627) comprende: nottolini «a fungo» che ancorano l’anta al telaio in più punti, riscontri in acciaio, maniglia con chiave resistente a 100 Nm e vetro stratificato classe P4A (EN 356).
  • Nella prova ufficiale la finestra RC2 deve resistere 3 minuti a un ladro con utensili semplici (cacciavite, pinze, cunei). Sembra poco, ma la maggior parte dei tentativi viene abbandonata entro pochi minuti: per questo la polizia criminale tedesca raccomanda RC2 per piano terra, seminterrati e balconi raggiungibili.
  • Le classi del vetro (EN 356): P2A resiste a 3 colpi di una sfera d’acciaio da 4 kg lasciata cadere da 3 metri; P4A da 9 metri. P4A è il vetro previsto dall’RC2 completo.
  • Un consiglio onesto: conta il sistema, non il singolo pezzo. Un vetro blindato montato su una ferramenta normale serve a poco.

Fonti: EN 1627, EN 356, raccomandazioni polizia tedesca (ABUS/Griffwerk), AGC Stratobel Security.

Il PVC è tossico o cancerogeno?
È un falso mito. Il PVC usato per i serramenti (U-PVC) è privo di plastificanti dannosi e la produzione moderna utilizza stabilizzanti ecologici a base di calcio/zinco, senza piombo. È sicuro per la salute.
Gli infissi in PVC sono ecologici e riciclabili?
Sì, il PVC è totalmente riciclabile e nel suo ciclo di vita produce meno CO2 rispetto all’alluminio primario. Un serramento di qualità è anche una scelta sostenibile.
Gli infissi in PVC contengono piombo?
I prodotti moderni di qualità sono senza piombo, perché usano stabilizzanti a base di calcio/zinco. Il rischio riguarda solo i prodotti molto economici e di bassa qualità: meglio verificare sempre la provenienza.
Il PVC è infiammabile? Cosa succede in caso di incendio?
Il PVC dei serramenti è autoestinguente: smette di bruciare appena si allontana la fiamma e non alimenta l’incendio. Ottiene una buona classe di reazione al fuoco (Euroclasse B-s1-d0), con poco sviluppo di calore e di fumo.
Esistono vetri e accessori di sicurezza pensati per i bambini?

Sì. Per le porte-finestre e le vetrate vicino al pavimento la norma UNI 7697 prevede già il vetro di sicurezza; con i bambini in casa consigliamo il vetro stratificato (niente schegge se si rompe) e le maniglie con chiave o pulsante, che impediscono l’apertura.

Vuoi approfondire l’argomento?
  • Vetro stratificato classe 1B1 per le superfici a portata di bambino: se si rompe resta in posizione e non produce schegge taglienti.
  • Maniglia con chiave o con pulsante: i piccoli non riescono ad aprire la finestra — ed è utile anche contro i ladri.
  • L’anta-ribalta è una grande alleata: si arieggia con l’apertura a ribalta in alto, senza mai lasciare l’anta spalancata.

Fonti: UNI 7697, EN 12600.

Prezzi e preventivi

Quanto costano gli infissi in PVC al metro quadro?

È la domanda più naturale — ma è anche quella a cui sarebbe scorretto rispondere con un numero. Ogni serramento è fatto su misura e il prezzo dipende da dimensioni, tipo di apertura, vetro, colore e posa: ogni preventivo è una storia a sé. Per questo non pubblichiamo prezzi «al metro quadro».

Vuoi sapere quanto costerebbe da te? Contattaci: misure alla mano, ti prepariamo un preventivo gratuito, chiaro e senza impegno.

Perché il prezzo ‘al metro quadro’ non è affidabile?
Perché il prezzo reale di una finestra si calcola da un listino a griglia (larghezza x altezza) e dipende da accessori, tipo di apertura e forma. Il semplice prezzo al mq è solo indicativo e può ingannare.

Posa, tempi e consigli pratici

Perché la posa in opera è così importante?
Perché una finestra ottima, se montata male, perde gran parte delle sue qualità. Una posa corretta cura i nodi tra muro-controtelaio e telaio-controtelaio con schiume e nastri autoespandenti ed elimina i ponti termici. La posa vale quanto il prodotto.
Serve il controtelaio?
Nella maggior parte dei casi sì: il controtelaio facilita una posa stabile e a regola d’arte e migliora il risultato finale. In alcune situazioni di ristrutturazione si può valutare diversamente.
Come si prendono le misure del foro finestra?
Servono le misure precise del foro (vano murario), indispensabili per un preventivo attendibile. L’ideale resta sempre un sopralluogo del tecnico, per evitare errori di misura.
Posso forare il profilo del PVC per fissare le tende?
È sconsigliato: forare il profilo rischia di compromettere l’isolamento e la tenuta all’aria della finestra. Meglio usare sistemi di fissaggio che non perforano il serramento.
Chi toglie e smaltisce i vecchi infissi?
In genere se ne occupa l’azienda installatrice, che rimuove i serramenti vecchi e li smaltisce correttamente come parte del lavoro. Conviene comunque chiederlo e farlo scrivere nel preventivo, così eviti sorprese.
Quanto si aspetta per avere gli infissi dopo l’ordine?
Per i serramenti in PVC standard di solito servono dalle 3 alle 5 settimane dalla conferma dell’ordine, tra produzione, controlli e preparazione. Forme particolari o colori speciali possono richiedere qualche settimana in più.
In quale fase della ristrutturazione vanno montati gli infissi?
Si installano dopo le opere murarie e l’eventuale cappotto esterno, ma prima delle rifiniture interne come intonaci e tinteggiature. Così la posa risulta pulita, precisa e ben integrata nella parete.
Quanto dura il montaggio? Devo preparare qualcosa?

Per un appartamento medio (6–8 finestre) di solito bastano 1–2 giorni di lavoro. Da parte tua serve poco: liberare l’accesso alle finestre e togliere tende e oggetti delicati. Alle coperture, alla pulizia e allo smaltimento dei vecchi infissi pensiamo noi.

La sostituzione delle finestre rovina i muri?

No, se fatta bene. Con la posa in sostituzione si lavora con cura sul foro esistente: qualche piccolo ritocco di intonaco o silicone può servire, ma niente demolizioni né cantiere pesante. A fine giornata la casa resta abitabile e pulita.

Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti?

Sì, tutti e due: gratuiti e senza impegno. Veniamo noi, prendiamo le misure, ti spieghiamo le opzioni con calma e ti lasciamo un preventivo chiaro. Poi decidi tu, con i tuoi tempi.

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Le informazioni hanno scopo divulgativo. I valori tecnici citati provengono dalle schede pubblicate dai produttori (Saint-Gobain, AGC, Guardian, Swisspacer, Press Glass, Eko Okna) e dalle norme di riferimento UNI/EN; i valori esatti dipendono dal prodotto specifico e dalla sua certificazione.